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Funghi medicinali: quali sono, cosa dice davvero la ricerca e perché si bevono nel caffè

I funghi medicinali sono specie come reishi, shiitake, maitake, cordyceps, chaga e criniera di leone, molte delle quali usate da secoli nella tradizione asiatica e studiate soprattutto in laboratorio. In Italia si vendono come alimenti o integratori, non come farmaci, e nessuna indicazione terapeutica è autorizzata. Qui trovi quali sono, cosa hanno misurato gli studi sull'uomo, le regole e le precauzioni.

Tim, autore di Tims Recensioni Autore: Tim
1 ottobre 2026
11 min di lettura
Reishi, shiitake, maitake e chaga essiccati su una pietra scura su sfondo verde abete

Funghi medicinali: che cosa si intende davvero

Con «funghi medicinali» si indicano funghi che la tradizione, soprattutto cinese e giapponese, usa per il benessere e che la ricerca studia per le sostanze che contengono, come i beta-glucani e i triterpeni. Il nome è storico e commerciale: per la legge italiana ed europea questi funghi non sono medicinali, ma alimenti o ingredienti di integratori.

La differenza non è un dettaglio. Un farmaco arriva in farmacia dopo studi clinici e un'autorizzazione; un integratore alimentare no. Il documento con cui il Ministero della Salute pubblica l'elenco delle piante e dei funghi ammessi negli integratori richiama proprio il modello del Consiglio d'Europa che distingue gli alimenti, integratori compresi, dai medicinali. Quando leggi «fungo medicinale», quindi, pensa a un fungo della tradizione, non a una terapia.

Sentirai anche la parola micoterapia, usata per indicare l'impiego dei funghi in chiave di salute. Qui non parliamo di terapie: raccontiamo quali sono questi funghi, cosa ha misurato la ricerca e come leggere le etichette dei prodotti che li contengono, dal barattolo di estratto al mushroom coffee.

Le specie più studiate: la tabella

Nella sezione dei funghi dell'Allegato 1 al decreto del 10 agosto 2018, il Ministero della Salute elenca 18 specie ammesse negli integratori, ciascuna con la parte tradizionalmente usata. Queste sono le più citate quando si parla di funghi medicinali:

Funghi medicinali: nome, parte ammessa negli integratori e cosa dicono le fonti
Nome comuneNome scientificoParte ammessa negli integratoriCosa dicono le fonti che citiamo
Reishi, lingzhi Ganoderma lucidumcorpo fruttiferosintesi del 2011: molti benefici attribuiti vengono dalla tradizione; effetto sulle piastrine (1990) e una segnalazione di danno al fegato (2004)
Shiitake Lentinula edodescorpo fruttiferofungo alimentare molto diffuso; nessuno studio sull'uomo tra le nostre fonti
Maitake Grifola frondosacorpo fruttiferonessuno studio sull'uomo tra le nostre fonti
Cordyceps cinese Ophiocordyceps sinensis (Cordyceps sinensis)fungo intero, micelio e corpo fruttiferostudio pilota su 20 persone tra 50 e 75 anni, circa 1 g al giorno per 12 settimane
Chaga Inonotus obliquusscleroziodue revisioni: dati soprattutto di laboratorio e sugli animali; casi di danno renale da ossalati
Criniera di leone, lion's mane Hericium erinaceuscorpo fruttiferotre studi piccoli sull'uomo (18, 30 e 41 persone), risultati misti; revisione chimica del 2015
Pleurotus, orecchione Pleurotus ostreatuscorpo fruttiferofungo alimentare comune; nessuno studio sull'uomo tra le nostre fonti

Parte ammessa: Allegato 1 al DM 10 agosto 2018 e successivi aggiornamenti, sezione Funghi, letto il 1 ottobre 2026. La tabella non è un elenco di benefici: riassume quello che abbiamo trovato nelle fonti citate in fondo.

Nella stessa lista ci sono anche specie meno conosciute in Italia, come l'Agaricus blazei, l'orecchio di Giuda (Auricularia), il Coprinus comatus, il Fomes fomentarius e il fungo poria (Wolfiporia cocos). Per ogni specie il decreto fissa la parte che si può usare: un dettaglio che ritroverai sulle etichette più serie.

Un esempio concreto: per la chaga l'elenco ministeriale indica lo sclerozio, mentre alcuni marchi di bevande scrivono «corpo fruttifero» sulla scheda. Non è per forza un errore, ma è una differenza di parole che vale la pena notare: se il dettaglio ti interessa, chiedi al produttore quale parte usa e come la chiama.

Cosa hanno misurato gli studi, e a che dosi

Gran parte della letteratura sui funghi medicinali è fatta di esperimenti su cellule e animali, e le revisioni lo dicono chiaramente. Quella del 2015 sulla criniera di leone raccoglie soprattutto dati chimici, di laboratorio e sugli animali. Quella del 2021 sulla chaga chiede studi clinici che rispettino i criteri della medicina basata sulle prove; quella del 2024 raccoglie soprattutto composti e meccanismi studiati in laboratorio. Il capitolo del 2011 sul reishi ricorda che molte convinzioni vengono dalla tradizione e da testimonianze.

Gli studi sull'uomo che citiamo sono questi:

  • Criniera di leone. 30 persone con un lieve declino cognitivo, 3 g al giorno di polvere per 16 settimane (2009): punteggi migliori del placebo, che tornano giù dopo la sospensione. 41 giovani adulti, 1,8 g al giorno per 28 giorni (2023): un test più rapido dopo la dose, risultati nulli in altri. 18 giovani, una dose di 3 g di estratto (2025): nessun miglioramento complessivo.
  • Cordyceps. 20 anziani sani, circa 1 g al giorno di estratto Cs-4 per 12 settimane (2010): soglia metabolica più alta durante lo sforzo, consumo massimo di ossigeno invariato. 28 giovani, 4 g al giorno di un mix con Cordyceps militaris (2017): nessuna differenza dopo una settimana, un miglioramento dopo tre nei 10 che hanno continuato.
  • Reishi. 33 pazienti, 1 g tre volte al giorno per due settimane (1990): aggregazione delle piastrine più bassa. È un dato che interessa più le precauzioni che i benefici.

Nessuno di questi studi permette di dire che un fungo cura qualcosa. Sono lavori piccoli, in alcuni casi con la partecipazione di aziende del settore, e le loro dosi vanno confrontate con l'etichetta prima di trarre conclusioni: 3 g di polvere non sono 1 000 mg di estratto.

Quando un sito o un marchio cita uno studio sui funghi, quattro domande bastano per capire quanto pesa:

  • Su chi? Cellule, animali o persone. Solo gli studi sull'uomo dicono qualcosa su di te.
  • Quante persone e per quanto? Venti persone per due settimane non sono mille per un anno.
  • Contro cosa? Un confronto con un placebo, in doppio cieco, vale più di un prima e dopo.
  • Con quale prodotto? Specie, parte del fungo e dose devono assomigliare a quello che compri.
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Tra i funghi contiene criniera di leone (lion's mane), cordyceps e chaga, 1 000 mg ciascuno per tazza. Non contiene reishi.
Un corpo fruttifero di reishi accanto a un blocco di micelio bianco su sfondo senape

Corpo fruttifero e micelio: perché cambia l'etichetta

Il corpo fruttifero è la parte del fungo che spunta dal terreno o dal legno; il micelio è la rete di filamenti da cui nasce, e in coltura spesso si fa crescere su cereali. Per la chaga si usa lo sclerozio, la massa scura che si forma sul tronco delle betulle. L'elenco del Ministero indica, per ogni specie, la parte tradizionalmente usata: per la criniera di leone, il reishi, il maitake e lo shiitake è il corpo fruttifero, per il cordyceps cinese anche il micelio.

Per chi compra la differenza è concreta. Un prodotto a base di micelio cresciuto su cereali può contenere amido del substrato, che non è una sostanza tipica del fungo. Un metodo di laboratorio pubblicato nel 2016 da McCleary e Draga serve proprio a distinguere i beta-glucani dagli alfa-glucani come l'amido: senza un dato misurato così, una percentuale generica di «polisaccaridi» dice poco.

Sull'etichetta cerca quindi il nome latino, la parte del fungo, i milligrammi per porzione, il rapporto di estrazione e, se c'è, la percentuale di beta-glucani. Le stesse regole valgono per i funghi adattogeni nel mushroom coffee, dove trovi anche le dosi marchio per marchio.

Funghi medicinali e regole europee: nessuna indicazione terapeutica autorizzata

Tra le domande più cercate c'è «cosa curano i funghi medicinali?». La risposta franca è: per la legge, nessuna malattia. Un integratore non può presentarsi come una terapia e, nell'Unione europea, il regolamento CE 1924/2006 consente di scrivere su un alimento solo le indicazioni sulla salute autorizzate. Per i funghi non ce n'è nessuna.

In Italia la cornice è il decreto del Ministero della Salute del 10 agosto 2018 sulle sostanze e i preparati vegetali negli integratori. Il suo Allegato 1 elenca 18 funghi ammessi e, per ognuno, la parte da usare. Il documento pubblicato dal Ministero aggiunge una colonna di «effetti fisiologici» tratti dalle linee guida ministeriali, e precisa che non fa parte del decreto e che questi effetti sono usabili in attesa che l'Europa decida sulle indicazioni per le piante. Non sono indicazioni terapeutiche, e qui non le riportiamo.

Quando leggi che un fungo risolve un disturbo o sostituisce un farmaco, sei davanti a un'affermazione che le regole non permettono. Nessun fungo va usato al posto di una terapia prescritta.

Da sapere: «naturale» non vuol dire «senza interazioni». Se prendi farmaci, porta al medico o al farmacista l'etichetta del prodotto che vuoi usare.

Effetti collaterali e interazioni

Gli effetti indesiderati dei funghi medicinali sono poco studiati, ma alcune segnalazioni pubblicate vanno conosciute:

  • Chaga e reni. La chaga contiene moltissimi ossalati. Due casi clinici, del 2014 e del 2020, descrivono un danno renale in persone che ne assumevano la polvere da mesi o da anni: una donna di 72 anni con 4 o 5 cucchiaini al giorno per sei mesi, un uomo di 49 anni arrivato a un'insufficienza renale terminale. Nel prodotto del secondo caso gli ossalati erano 14,2 g ogni 100 g.
  • Reishi, chaga e piastrine. Il reishi ha ridotto l'aggregazione delle piastrine nello studio del 1990; un peptide ricavato dal micelio di chaga ha fatto lo stesso in laboratorio nel 2006. Se prendi anticoagulanti o antiaggreganti, parlane con il medico.
  • Reishi e fegato. Nel 2004 una lettera a una rivista di epatologia ha segnalato un danno al fegato con una formulazione di reishi. È una segnalazione isolata, ma merita attenzione se hai problemi epatici.

E il reishi, per quanto tempo si può prendere? Nessuna delle fonti che abbiamo letto fissa una durata sicura: lo studio sull'uomo che citiamo dura due settimane, mentre i casi di danno renale da chaga riguardano mesi o anni di assunzione. Se pensi a un uso lungo, decidilo con il medico e rispetta la dose dell'etichetta.

Se dopo un integratore noti un effetto indesiderato, puoi segnalarlo a VigiErbe, il sistema dell'Istituto superiore di sanità: possono segnalare sia i medici e gli altri operatori sanitari sia i cittadini.

Busta di Brainstoorm di Mush N Go accanto a criniera di leone, chaga e cordyceps su una roccia scura

Dove comprare i funghi medicinali e come leggere l'etichetta

I funghi medicinali si comprano in erboristeria, in farmacia e online, in tre forme: fungo essiccato o in polvere, estratti in capsule o compresse, bevande in polvere come il mushroom coffee. Il canale conta meno dell'etichetta, che dovrebbe dirti sempre:

  • il nome latino della specie e la parte usata (corpo fruttifero, micelio, sclerozio);
  • i milligrammi per porzione e il rapporto di estrazione, per esempio 10:1;
  • la percentuale di beta-glucani, se il produttore la dichiara;
  • le avvertenze: gravidanza, allattamento, bambini, farmaci;
  • chi produce e dove, e le condizioni di reso se compri online.

Due segnali bastano per passare oltre: un «blend» senza dosi e un prodotto che promette di curare. Un venditore serio ti dice cosa c'è nella confezione, non cosa succederà al tuo corpo.

Busta di Bonjour Drink al gusto Camomilla con una tazza fumante e reishi essiccato su sfondo corallo

Perché i funghi medicinali si bevono nel caffè

Il mushroom coffee mette i funghi dentro un gesto che molti fanno già ogni mattina: una tazza calda. È un modo comodo di consumarli, non un modo di curarsi. La bevanda resta un alimento, e nei prodotti che confrontiamo le dosi dichiarate vanno da 250 a 1 000 mg per fungo.

Tra le bevande che abbiamo confrontato, Brainstoorm di Mush N Go è il nostro n°1: criniera di leone, cordyceps e chaga a 1 000 mg ciascuno, solo corpi fruttiferi secondo il produttore, più maca, ashwagandha e rodiola, per 6 225 mg di attivi dichiarati, la formula più completa della classifica. Ha 20 mg di caffeina, nessun chicco di caffè (la base è cacao, o cicoria tostata nel gusto Caffè) e niente reishi, ed è prodotto in Francia. I link ai negozi sono link di affiliazione e Mush N Go è partner del sito.

Se ti interessa il reishi, nella classifica lo trovi nel Mushroom Coffee di Clearly (dose non indicata nel testo della scheda) e, fuori classifica, in Clearly Not Coffee (500 mg per porzione, 8 mg di caffeina nel gusto Original) e nel gusto Camomilla di Bonjour Drink (600 mg), una formula pensata per la sera. In entrambi i casi valgono le precauzioni viste sopra.

Funghi medicinali nelle bevande che confrontiamo (dosi dichiarate per porzione)
BevandaFunghi e doseParte del fungo (secondo il marchio)Caffeina
Brainstoorm (Mush N Go), n°1 criniera di leone, cordyceps, chaga: 1 000 mg ciascunosolo corpi fruttiferi20 mg
Rainbow Dust (Spacegoods) lion's mane, Cordyceps sinensis, chaga: 1 000 mg ciascunocorpo fruttiferoda 80 a 120 mg (gusto Coffee)
Not Coffee (Clearly) lion's mane, cordyceps, chaga, reishi, maitake: 500 mg ciascunocorpo fruttifero; cordyceps da micelio8 mg (Original)
Bonjour Drink, gusti adulti lion's mane, chaga, cordyceps: 750 mg ciascunocorpo fruttifero; cordyceps da micelio35 mg (Originale Moka e Caffè)
Bonjour Drink, gusto Camomilla reishi: 600 mgcorpo fruttiferosenza caffeina secondo il marchio

Schede ed etichette lette il 30 settembre e il 1 ottobre 2026. Bonjour Drink non è nella nostra classifica.

Domande frequenti sui funghi medicinali

Qual è il fungo medicinale più studiato?

Non c'è una classifica ufficiale, e molti lavori sono di laboratorio. Tra gli studi sull'uomo che citiamo, i più numerosi riguardano la criniera di leone: tre studi con 18, 30 e 41 persone e risultati misti. Sul reishi e sulla chaga le revisioni descrivono soprattutto dati su cellule e animali.

Quali sono gli effetti collaterali dei funghi medicinali?

Dipendono dalla specie. La chaga, ricchissima di ossalati, è stata collegata a casi di danno renale dopo mesi o anni di uso. Il reishi in uno studio e un estratto di chaga in laboratorio hanno ridotto l'aggregazione delle piastrine, un punto da discutere con il medico se prendi anticoagulanti. Per il reishi c'è una segnalazione di danno al fegato del 2004. Puoi segnalare un effetto indesiderato a VigiErbe.

Per quanto tempo si può assumere il reishi?

Non esiste una durata stabilita come sicura. Lo studio sull'uomo che citiamo sul reishi dura due settimane e nessuna fonte che abbiamo letto fissa un limite. Se pensi di prenderlo per mesi, soprattutto se prendi farmaci o hai problemi al fegato, decidilo con il medico e segui la dose dell'etichetta.

Dove si comprano i funghi medicinali?

In erboristeria, in farmacia e online, come fungo essiccato, estratto in capsule o bevanda in polvere. Ovunque compri, guarda l'etichetta: nome latino, parte del fungo, milligrammi per porzione, rapporto di estrazione e avvertenze. Se preferisci berli, confronta i mushroom coffee nella nostra classifica.

Fonti

  1. Friedman M (2015). Chemistry, Nutrition, and Health-Promoting Properties of Hericium erinaceus (Lion's Mane) Mushroom Fruiting Bodies and Mycelia and Their Bioactive Compounds. Journal of agricultural and food chemistry. PubMed 26244378
  2. Benzie IFF, Wachtel-Galor S, Wachtel-Galor S et al. (2011). Ganoderma lucidum (Lingzhi or Reishi): A Medicinal Mushroom. . PubMed 22593926
  3. Szychowski KA, Skóra B, Pomianek T et al. (2021). Inonotus obliquus - from folk medicine to clinical use. Journal of traditional and complementary medicine. PubMed 34195023
  4. Ern PTY, Quan TY, Yee FS et al. (2024). Therapeutic properties of Inonotus obliquus (Chaga mushroom): A review. Mycology. PubMed 38813471
  5. Mori K, Inatomi S, Ouchi K et al. (2009). Improving effects of the mushroom Yamabushitake (Hericium erinaceus) on mild cognitive impairment: a double-blind placebo-controlled clinical trial. Phytotherapy research : PTR. PubMed 18844328
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  7. Surendran G, Saye J, Binti Mohd Jalil S et al. (2025). Acute effects of a standardised extract of Hericium erinaceus (Lion's Mane mushroom) on cognition and mood in healthy younger adults: a double-blind randomised placebo-controlled study. Frontiers in nutrition. PubMed 40276537
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  13. Kikuchi Y, Seta K, Ogawa Y et al. (2014). Chaga mushroom-induced oxalate nephropathy. Clinical nephrology. PubMed 23149251
  14. Lee S, Lee HY, Park Y et al. (2020). Development of End Stage Renal Disease after Long-Term Ingestion of Chaga Mushroom: Case Report and Review of Literature. Journal of Korean medical science. PubMed 32419395
  15. McCleary BV, Draga A (2016). Measurement of β-Glucan in Mushrooms and Mycelial Products. Journal of AOAC International. PubMed 26957216
  16. Ministero della Salute (2018). Allegato 1 al DM 10 agosto 2018, sostanze e preparati vegetali ammessi negli integratori alimentari (sezione Funghi), e successivi aggiornamenti. Ministero della Salute, letto il 1 ottobre 2026. trovanorme.salute.gov.it
  17. Parlamento europeo e Consiglio dell'Unione europea (2006). Regolamento (CE) n. 1924/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari. Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. EUR-Lex
  18. Istituto superiore di sanità (2026). VigiErbe: segnalazione delle sospette reazioni avverse a integratori alimentari e prodotti naturali. Istituto superiore di sanità, letto il 1 ottobre 2026. vigierbe.it
Tim, autore di Tims Recensioni

L'autore

Tim

Tim scrive per Tims Recensioni i confronti sul mushroom coffee e sulle bevande funzionali. Legge schede prodotto, etichette, listini, recensioni pubbliche e studi, e nel testo lascia entrare solo ciò che si può verificare.

In classifica ci sono soltanto marchi con cui collaboriamo tramite link di affiliazione, e lo scriviamo apertamente. La collaborazione non cambia nulla di ciò che diciamo su composizione, prezzo e punti deboli dei prodotti.

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