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Funghi adattogeni: cosa sono, quali finiscono nel caffè e cosa dice la ricerca

I funghi adattogeni sono funghi come lion's mane, cordyceps, chaga e reishi, a cui il marketing attribuisce un aiuto contro lo stress. «Adattogeno» però non è una categoria di legge e, nell'Unione europea, per questi funghi non esiste alcuna indicazione sulla salute autorizzata. Qui trovi quali finiscono nel mushroom coffee, a che dosi sono stati studiati e quando è meglio evitarli.

Tim, autore di Tims Recensioni Autore: Tim
1 ottobre 2026
12 min di lettura
Criniera di leone, cordyceps, chaga e reishi essiccati in ciotole su sfondo bordeaux

Funghi adattogeni: cosa sono in breve

I funghi adattogeni sono specie come la criniera di leone (lion's mane), il cordyceps, la chaga e il reishi, usate da tempo nella tradizione, soprattutto asiatica, e oggi vendute in polvere, in capsule o nelle bevande, con l'idea che aiutino il corpo ad «adattarsi» allo stress. La parola adattogeno viene dalla ricerca e dal marketing, non dalla legge.

Nelle regole europee sugli alimenti non esiste una categoria «adattogeni». In Italia conta un'altra lista: l'Allegato 1 del decreto del Ministero della Salute del 10 agosto 2018, con i suoi aggiornamenti, elenca le piante e i funghi che si possono usare negli integratori alimentari. Nella sezione dei funghi ce ne sono 18, e per ciascuno è indicata la parte tradizionalmente usata. Tra questi ci sono la criniera di leone, il reishi, la chaga, il cordyceps cinese, il maitake e lo shiitake.

Spesso li senti chiamare anche «funghi funzionali», un'altra etichetta commerciale. Nel mushroom coffee arrivano come estratti in polvere, mescolati a caffè, cacao o cicoria tostata.

I funghi che finiscono nel caffè: la tabella

La tabella riassume i funghi più comuni nelle bevande vendute in Italia: parte ammessa negli integratori secondo il Ministero della Salute, dosi degli studi sull'uomo che citiamo e dosi dichiarate dai marchi.

Funghi adattogeni nel mushroom coffee: parte ammessa, dosi studiate, dosi in tazza
FungoParte ammessa negli integratoriDosi negli studi sull'uomoNella tazza (dose dichiarata)
Criniera di leone, lion's mane (<em>Hericium erinaceus</em>) corpo fruttifero3 g al giorno di polvere per 16 settimane (30 persone); 1,8 g al giorno per 28 giorni (41 persone); 3 g di estratto 10:1 in una sola dose (18 persone)Brainstoorm 1 000 mg, Spacegoods 1 000 mg, Clearly Not Coffee 500 mg, Go Sharp 400 mg, Upraising 250 mg
Cordyceps (<em>Ophiocordyceps sinensis</em>, <em>Cordyceps militaris</em>) fungo intero, micelio e corpo fruttifero (O. sinensis)circa 1 g al giorno di estratto Cs-4 per 12 settimane (20 persone); 4 g al giorno di un mix con C. militaris per 1 o 3 settimane (28 persone)Brainstoorm 1 000 mg, Spacegoods 1 000 mg, Clearly Not Coffee 500 mg (da micelio)
Chaga (<em>Inonotus obliquus</em>) sclerozionessuno studio controllato tra le nostre fonti; due casi clinici di danno renale dopo mesi o anni di polvereBrainstoorm 1 000 mg, Spacegoods 1 000 mg, Clearly Not Coffee 500 mg
Reishi (<em>Ganoderma lucidum</em>) corpo fruttifero1 g tre volte al giorno per 2 settimane in 33 pazienti (aggregazione delle piastrine)Clearly Not Coffee 500 mg, Clearly Mushroom Coffee (dose non indicata); non c'è in Brainstoorm né in Spacegoods
Maitake (<em>Grifola frondosa</em>) corpo fruttiferonessuno studio sull'uomo tra le nostre fontiClearly Not Coffee 500 mg, Clearly Mushroom Coffee (dose non indicata)

Dosi dichiarate dai marchi sulle schede lette il 30 settembre e il 1 ottobre 2026. Un estratto 10:1 concentra 10 parti di fungo in una. Parte ammessa: Allegato 1 del DM 10 agosto 2018, sezione Funghi.

Due cose saltano all'occhio: le dosi dei prodotti sono estratti, quelle degli studi spesso polvere di fungo intero, quindi il confronto diretto non regge; e sulla chaga, sul maitake e sul reishi i dati sull'uomo che citiamo riguardano le precauzioni più che i benefici.

Busta di Brainstoorm di Mush N Go tra criniera di leone, chaga e cordyceps, accanto a un bicchiere di latte al cacao

Lion's mane coffee, chaga, cordyceps, reishi: quale fungo c'è nella tazza

Se cerchi un «lion's mane coffee», un «chaga coffee» o un «cordyceps coffee», quasi sempre trovi un mix: pochi prodotti contengono un solo fungo. Ecco cosa c'è, marchio per marchio, secondo le schede lette tra il 30 settembre e il 1 ottobre 2026:

  • Brainstoorm (Mush N Go): criniera di leone, cordyceps e chaga, 1 000 mg ciascuno, più maca 3 000 mg, ashwagandha 200 mg e rodiola 25 mg. In tutto 6 225 mg di attivi dichiarati per tazza, la formula più completa della nostra classifica. Il produttore scrive di usare solo corpi fruttiferi. Non contiene reishi e non contiene chicchi di caffè: la base è cacao, o cicoria tostata nel gusto Caffè, con 20 mg di caffeina.
  • Rainbow Dust (Spacegoods): lion's mane, Cordyceps sinensis e chaga, 1 000 mg ciascuno da corpo fruttifero, più ashwagandha KSM-66 e maca, con caffè vero: da 80 a 120 mg di caffeina nel gusto Coffee.
  • Clearly: il Mushroom Coffee ha cinque funghi (lion's mane, cordyceps, chaga, reishi e maitake), ma il testo della scheda non ne indica le dosi. Il Not Coffee dichiara 500 mg di ciascuno, con il cordyceps da micelio e gli altri da corpo fruttifero, e solo 8 mg di caffeina nel gusto Original. Tutti i dettagli sono nella recensione di Clearly Not Coffee.
  • Go Sharp (Mushroom Cups): caffè arabica bio con due funghi, lion's mane e finferlo, 400 mg ciascuno in doppio estratto.
  • Flow State (Upraising): caffè macinato con 250 mg di estratto di lion's mane, bacopa e L-teanina.
  • Bonjour Drink (fuori classifica): lion's mane e chaga da corpo fruttifero, cordyceps da micelio, 750 mg ciascuno; il reishi c'è solo nel gusto Camomilla, una formula pensata per la sera.

In pratica: se vuoi criniera di leone, cordyceps e chaga a 1 000 mg ciascuno, le scelte della classifica sono Brainstoorm, il nostro n°1, e Spacegoods. Brainstoorm aggiunge maca, ashwagandha e rodiola con 20 mg di caffeina, mentre Spacegoods ne ha da 80 a 120. Se invece cerchi un «reishi coffee», nella nostra classifica il reishi c'è solo nel Mushroom Coffee di Clearly; fuori classifica, nel Not Coffee dello stesso marchio.

Brainstoorm di Mush N Go, confezione da 30 porzioni
Brainstoorm
9,6
/10
Funghi:
lion's mane, cordyceps e chaga, 1 000 mg ciascuno
Origine:
Francia
Confezione:
30 porzioni da 8 g
-15%
con il codice
LMC15
Prezzo:
42,71 €
36,30 €
LMC15
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Tra i funghi contiene criniera di leone (lion's mane), cordyceps e chaga, 1 000 mg ciascuno per tazza. Non contiene reishi.

Cosa dice la ricerca: pochi studi, dosi precise

Gli studi sull'uomo sono pochi, piccoli e fatti con dosi diverse da quelle di una tazza; tra quelli che citiamo, nessuno riguarda il mushroom coffee come bevanda.

  • Criniera di leone. Uno studio giapponese del 2009 su 30 persone tra 50 e 80 anni con un lieve declino cognitivo ha dato 3 g al giorno di polvere per 16 settimane: i punteggi cognitivi sono saliti rispetto al placebo, poi sono ridiscesi 4 settimane dopo la fine. Uno studio inglese del 2023 su 41 adulti tra 18 e 45 anni (1,8 g al giorno per 28 giorni) ha visto un test di attenzione più rapido un'ora dopo la dose, ma anche risultati nulli, e gli autori chiedono prudenza. Nel 2025 una dose unica di 3 g di estratto in 18 giovani non ha migliorato né la cognizione né l'umore nel complesso.
  • Cordyceps. In 20 persone tra 50 e 75 anni, circa 1 g al giorno di un estratto di Cordyceps sinensis per 12 settimane ha alzato la soglia metabolica durante lo sforzo, senza cambiare il consumo massimo di ossigeno (studio pilota del 2010). In 28 giovani, un mix di funghi con Cordyceps militaris (4 g al giorno) non ha dato differenze dopo una settimana; dopo tre settimane, nei 10 che hanno continuato, l'ossigeno massimo è migliorato.
  • Chaga e reishi. Le revisioni sulla chaga del 2021 e del 2024 descrivono soprattutto esperimenti in laboratorio e sugli animali, e quella del 2021 chiede studi clinici di qualità. Sul reishi, un capitolo di sintesi del 2011 ricorda che molte convinzioni sui suoi benefici vengono dalla tradizione e da testimonianze.

Il messaggio è semplice: sui funghi adattogeni la ricerca è aperta, non chiusa. Chi ti promette un effetto sicuro da una tazza al giorno va oltre quello che gli studi dicono.

Busta trasparente di Not Coffee di Clearly con reishi e maitake essiccati su sfondo turchese

Estratto, corpo fruttifero o micelio: come leggere l'etichetta

L'etichetta di un prodotto con funghi adattogeni dice molto, se sai cosa cercare. Quattro punti:

  1. Il nome latino. «Cordyceps» può indicare Ophiocordyceps sinensis o Cordyceps militaris, due specie diverse. Il nome scientifico toglie il dubbio.
  2. La parte del fungo. Corpo fruttifero, micelio o, per la chaga, sclerozio, cioè la massa scura che cresce sul tronco delle betulle. L'elenco del Ministero della Salute indica per ogni fungo la parte tradizionalmente usata negli integratori.
  3. Il rapporto di estrazione. Un estratto 12:1, come la chaga di Spacegoods, concentra 12 parti di fungo in una. Senza rapporto, i milligrammi dicono poco.
  4. I beta-glucani. Sono tra le sostanze più studiate dei funghi. Clearly, per esempio, dichiara almeno il 35 % di beta-glucani nel suo estratto di lion's mane e almeno il 53 % in quello di reishi. Il dato ha senso se è misurato con un metodo che separa i beta-glucani dagli alfa-glucani come l'amido, come quello pubblicato nel 2016 da McCleary e Draga: il micelio coltivato su cereali può contenere amido del substrato.

Brainstoorm dichiara la dose di ogni ingrediente e scrive di usare solo corpi fruttiferi, «niente micelio su avena». Bonjour Drink e Clearly Not Coffee usano invece un cordyceps da micelio: non è vietato, perché l'elenco ministeriale ammette il micelio per Ophiocordyceps sinensis, ma è giusto saperlo. Approfondisci nella pagina sui funghi medicinali e cosa dice la ricerca.

I funghi adattogeni funzionano davvero? Cosa si può dire in Europa

La risposta onesta è: non lo sappiamo con certezza. Gli studi sull'uomo sono pochi, piccoli e brevi, e i loro numeri non si possono trasferire a una tazza con dosi e forme diverse.

Le regole europee vanno nella stessa direzione. Il regolamento CE 1924/2006 permette di scrivere su un alimento solo le indicazioni sulla salute autorizzate, e per i funghi adattogeni non ce n'è nessuna. In Italia il documento del Ministero della Salute che accompagna l'elenco delle piante ammesse riporta, per alcune specie, degli «effetti fisiologici» tratti dalle linee guida ministeriali: precisa che non fanno parte del decreto e che sono usabili in attesa di una decisione europea sulle piante. Non sono indicazioni terapeutiche e non dicono che un prodotto funzioni.

Per questo qui non leggerai che un fungo «migliora la memoria» o «dà energia»: quando un marchio lo scrive, è una sua affermazione. Quello che puoi confrontare davvero sono le etichette.

Da sapere: «naturale» non vuol dire «senza effetti». Se prendi farmaci o hai una malattia cronica, mostra l'etichetta al medico o al farmacista prima di usarlo ogni giorno.

Controindicazioni dei funghi adattogeni

Un fungo venduto come integratore non è per forza innocuo. Dalle fonti che citiamo emergono queste precauzioni:

  • Chaga e reni. La chaga contiene moltissimi ossalati. Nel 2014 è stato pubblicato il primo caso di danno renale da ossalati legato alla chaga: una donna di 72 anni che ne prendeva 4 o 5 cucchiaini di polvere al giorno da sei mesi. Nel 2020 un secondo caso: un uomo di 49 anni con un'insufficienza renale terminale dopo anni di polvere di chaga. Chi ha problemi ai reni dovrebbe evitarla o chiedere prima al medico.
  • Reishi, chaga e sangue. Il reishi ha ridotto l'aggregazione delle piastrine in uno studio cinese del 1990 (33 pazienti, 1 g tre volte al giorno per due settimane); un peptide del micelio di chaga ha avuto lo stesso effetto in laboratorio nel 2006. Se prendi anticoagulanti o antiaggreganti, parlane prima con il medico.
  • Reishi e fegato. Nel 2004 una lettera a una rivista di epatologia ha segnalato un danno al fegato con una formulazione di reishi. È una segnalazione isolata, ma chi ha una malattia del fegato dovrebbe chiedere prima.
  • Ashwagandha. Non è un fungo, ma c'è in molti mix: 200 mg in Brainstoorm, 300 mg in Spacegoods. Una serie di casi indiani pubblicata nel 2023 descrive danni al fegato legati all'ashwagandha; in gravidanza e allattamento serve il parere del medico.
  • Gravidanza, allattamento, bambini. Mancano studi in questi gruppi, e alcune etichette li escludono espressamente: quelle di Bonjour Drink, per esempio, indicano «riservato agli adulti» e lo sconsigliano in gravidanza e allattamento. Se il prodotto contiene caffeina, l'EFSA indica per la gravidanza un massimo di 200 mg al giorno.

Se noti un effetto indesiderato dopo un integratore, puoi segnalarlo a VigiErbe, il sistema dell'Istituto superiore di sanità aperto sia ai medici sia ai cittadini.

Busta di Rainbow Dust di Spacegoods accanto a una tazza di mushroom latte su sfondo blu notte

In polvere, in capsule o nel caffè: le forme dei funghi adattogeni

I funghi adattogeni si trovano in tre forme principali:

  • Polvere o estratto puro («mushroom powder»): la dose la decidi e la misuri tu.
  • Capsule: dose precisa e nessun sapore, ma niente tazza.
  • Bevande da sciogliere («mushroom blend», «caffè adattogeno», «mushroom latte»): un mix di funghi con caffè, cacao, cicoria o orzo. È la forma più comoda se il fungo deve accompagnare, o sostituire, la tazza del mattino.

Nelle bevande conta la base. Chi vuole il gusto del caffè sceglie un prodotto con caffè vero, come Rainbow Dust di Spacegoods o il Mushroom Coffee di Clearly, e accetta più caffeina. Chi preferisce un «mushroom cacao» o un «mushroom hot chocolate» con poca caffeina guarda Brainstoorm Cioccolato (20 mg) o, fuori classifica, i gusti Cacao e Choco Nocciola di Bonjour Drink, le cui etichette non indicano caffeina. Esistono anche tisane e tè con funghi («mushroom tea»), che qui non confrontiamo.

Tra le bevande che confrontiamo, Brainstoorm di Mush N Go resta il nostro n°1: tre funghi da 1 000 mg, maca, ashwagandha e rodiola, 6 225 mg di attivi dichiarati, 20 mg di caffeina, prodotto in Francia e venduto in un negozio in italiano. I link ai negozi sono link di affiliazione e Mush N Go è partner del sito.

Domande frequenti sui funghi adattogeni

Quali sono i migliori funghi adattogeni?

Non esiste una classifica scientifica. I più usati nelle bevande sono criniera di leone, cordyceps, chaga e reishi; tra le fonti che citiamo, i più studiati sull'uomo sono criniera di leone e cordyceps, con studi piccoli e risultati misti. Più del fungo «migliore» conta un'etichetta chiara: specie, parte del fungo, dose ed estratto.

Quali sono le controindicazioni dei funghi adattogeni?

La chaga è ricchissima di ossalati ed è stata collegata a casi di danno renale dopo un uso prolungato. Il reishi in uno studio e un estratto di chaga in laboratorio hanno ridotto l'aggregazione delle piastrine: attenzione con gli anticoagulanti. Sono segnalati rari danni al fegato con reishi e ashwagandha. In gravidanza, in allattamento e per i bambini mancano dati: chiedi al medico.

I funghi adattogeni funzionano davvero?

Non lo sappiamo con certezza. Gli studi sull'uomo sono pochi, con poche decine di persone e dosi diverse da quelle di una tazza, e alcuni danno risultati nulli. Nell'Unione europea nessuna indicazione sulla salute è autorizzata per questi funghi. Diffida di chi promette effetti sicuri.

Che differenza c'è tra funghi adattogeni e funghi medicinali?

Sono due etichette diverse per molte delle stesse specie. «Adattogeno» richiama l'idea di adattarsi allo stress, «medicinale» la tradizione, soprattutto asiatica. Nessuna delle due è una categoria di legge: in Italia questi funghi si vendono come alimenti o integratori, mai come farmaci. Ne parliamo nella pagina sui funghi medicinali.

Fonti

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  2. Docherty S, Doughty FL, Smith EF (2023). The Acute and Chronic Effects of Lion's Mane Mushroom Supplementation on Cognitive Function, Stress and Mood in Young Adults: A Double-Blind, Parallel Groups, Pilot Study. Nutrients. PubMed 38004235
  3. Surendran G, Saye J, Binti Mohd Jalil S et al. (2025). Acute effects of a standardised extract of Hericium erinaceus (Lion's Mane mushroom) on cognition and mood in healthy younger adults: a double-blind randomised placebo-controlled study. Frontiers in nutrition. PubMed 40276537
  4. Chen S, Li Z, Krochmal R et al. (2010). Effect of Cs-4 (Cordyceps sinensis) on exercise performance in healthy older subjects: a double-blind, placebo-controlled trial. Journal of alternative and complementary medicine (New York, N.Y.). PubMed 20804368
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  18. Ministero della Salute (2018). Allegato 1 al DM 10 agosto 2018, sostanze e preparati vegetali ammessi negli integratori alimentari (sezione Funghi), e successivi aggiornamenti. Ministero della Salute, letto il 1 ottobre 2026. trovanorme.salute.gov.it
  19. Istituto superiore di sanità (2026). VigiErbe: segnalazione delle sospette reazioni avverse a integratori alimentari e prodotti naturali. Istituto superiore di sanità, letto il 1 ottobre 2026. vigierbe.it
Tim, autore di Tims Recensioni

L'autore

Tim

Tim scrive per Tims Recensioni i confronti sul mushroom coffee e sulle bevande funzionali. Legge schede prodotto, etichette, listini, recensioni pubbliche e studi, e nel testo lascia entrare solo ciò che si può verificare.

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